Il muro che non divide più

L’arrivo

Quando Napoli dinamica arriva a Berlino è quasi sera. I partecipanti sono ben 47 e il viaggio in treno è stato molto lungo. Da subito parte la caccia al muro, a quel che resta del muro. Siamo nel cuore pulsante di Berlino, nel quartiere centrale Mitte. Internet ci dice che si tratta di Berlino Est e che quindi siamo dalla parte della Berlino filo sovietica che cercava di arrivare al muro per raggiungere la chimera del mondo felice ad ovest. Vediamo in fondo alla strada la porta di Brandeburgo sovrastata dalla celebre quadriga, guidata dalla dea greca della pace Eirene. Siamo troppo stanchi, però, e rimandiamo la spedizione al giorno dopo.

La porta aperta

Buongiorno ai nostri lettori. Siamo arrivati alla porta di Brandeburgo. Per 38 anni, fino al 1989, quando il muro fu abbattuto, questa porta è stata chiusa. Oggi sembra normale attraversarla, passare sotto la quadriga della vittoria e transitare da Est a Ovest. Ci vengono, poi, i brividi a pensare che Napoleone portò la quadriga a Parigi nel 1806 come bottino di guerra, ma nel 1814 i prussiani, dopo aver sconfitto l’imperatore francese, la ricollocarono al suo posto a Berlino. Oggi rappresenta a tutti gli effetti la Germania riunificata.

Il lungo percorso

Superata la porta, svoltiamo a sinistra, lasciandoci il Parlamento (Reichstag) alle spalle. Ci dicono che lungo quella che oggi è una pista ciclabile correva il muro. Allora seguiamo la pista ciclabile perché ci spiegano che a un certo punto troveremo proprio lui, il muro. Una parte che non è stata abbattuta sarebbe ancora in piedi perché nel 1989 si pensò di mostrarla ai posteri. Noi, però, nel 1989 eravamo già nati. Ricordiamo quel giorno e le immagini che arrivavano dalla Germania. Oggi molti corrono lungo la pista ciclabile con bici, monopattini e mezzi strambi magari ignari del valore storico del luogo che attraversano. Proprio qui, chi provava a scavalcare il muro veniva subito ucciso. Oggi, non ci sono riferimenti, scritte, cartelli. Mai, da nessuna parte, ma ci confermano che troveremo una parte del muro.

La cartina

Troviamo qualcosa che ricorda il muro ed è una cartina della città alla fermata dell’autobus. Così è tutto più chiaro. Il muro deviava per comprendere il quartiere centrale Mitte nella zona Est. Il Parlamento, però, era ad Ovest.

Il Muro

Finalmente lo troviamo. Davvero possiamo vederlo da vicino. Sicuramente molto basso. La passeggiata con il muro a fianco è più lunga del previsto. I disegni ricordano la limitazione, le catene, la sofferenza, l’attesa. E’ la Est Side Gallery! Ci raccontano dei tunnel che sono stati scavati per eludere la sorveglianza. Insomma Berlino è un tuffo nel passato e nella storia. Una storia di divisione prima e di unione poi. A un certo punto c’è un’interruzione del muro, ci si affaccia sulla Sprea, il ponte porta ad Ovest, c’è più di un bar, la musica techno è altissima. Berlino è questa. Riflessione, divertimento, unione, contrasti. Tutto insieme.

Domani sarà la volta dell’isola dei sogni https://www.nelsegnodelterzo.com/2026/05/06/lisola-dei-sogni/

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