Gli ultimi esperimenti

Buona prestazione

Arriva, come previsto, la terza sconfitta di fila tra Campionato e Coppa. L’Arsenal è un ostacolo troppo forte per il Napoli e, in particolare, per questo Napoli sperimentale. I vice campioni d’Europa esercitano una pressione costante durante l’intero arco della gara fin quando il prodigio norvegese Martin Ødegaard non buca Savic dalla distanza con uno dei suoi proverbiali tiri. Il gioco dell’Arsenal non è esaltante dal punto di vista del palleggio, ma gli inglesi hanno tecnica da vendere e una preparazione atletica superiore, avendo iniziato prima la stagione che conta. Il pubblico assiste a una prova generosa del Napoli, sperando in un miracolo che non arriva.

La fase sperimentale dalla mediana in giù

Allegri sperimenta cosa significhi allenare questo Napoli. In primis, prova un altro centrocampo ancora. Capisce cosa significhi dover sopperire alla doppia assenza di Zambo e di Scott. Implica che deve ricorrere a una linea mediana molto bassa con Lobotka spostato nel ruolo di incursore che in realtà non è e non può essere. Vuol dire sperimentare Gilmour regista e chiedere novanta minuti a De Bruyne. Gli esperimenti riguardano anche la difesa. Allegri prova Favasuli come falso quinto per difendere a cinque e attaccare nel contempo come di consueto. Di Lorenzo ne trova giovamento avvicinandosi a Rrahmani. Il mister prova anche Savic tra i pali che di certo non è Meret.

La fase sperimentale in attacco

In avanti, le rotazioni sono profonde. Le terne utilizzate finora sono molteplici ma ci sorprende il ripetuto utilizzo di Neres a sinistra. Il brasiliano prova qualche escursione arbitraria a destra, dove può esaltarsi. Dopo il gol divorato a Milano, Allegri deve convincersi che, con tale abbondanza negli esterni di attacco, l’unica cosa che non deve fare è quella di schierare Neres a sinistra.

La fine degli esperimenti

Gli esperimenti con oggi sono finiti. Tra precampionato e avvio di stagione, Allegri ha potuto provare e riprovare uomini e idee di gioco. Se da un lato il trittico Como, Inter e Arsenal è stato terribile, dall’altro ha consentito ad Allegri di osservare il materiale umano a disposizione, per così dire, a costo zero. Poteva, cioè, perdere come, a conti fatti, è successo. Il Como palleggia meglio e nell’afa di quel pomeriggio la sua rosa più giovane era avvantaggiata. L’Inter è campione d’Italia e in casa difficilmente stecca. L’Arsenal è vice campione d’Europa e nulla si deve aggiungere. Ora Bologna e Fiorentina, prima della sosta, significano sei punti senza se e senza ma. Non vogliamo mettere pressione ma percepiamo che, se gli auspicati risultati non dovessero arrivare, la pressione della piazza diventerebbe insostenibile anche per un allenatore esperto come Allegri.

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2 risposte

  1. Tony ha detto:

    Un tiro di KDB e uno di Politano verso la porta!!!! Hanno inquadrato spesso Allegri che rideva e sorrideva!!! Boh….,,,

  2. Michele Forte ha detto:

    Confidiamo nelle statistiche del mister. Sovente parte male poi arriva sempre alla meta. Le sue esperienze al Cagliari Milan e Juventus insegnano.
    Poi un cambio di modulo ci potrebbe stare

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