Il resto di niente

Facile per Spalletti

Due mosse e Spalletti decide la gara. Gatti per McKennie e Zhegrova per Kolo Muani. Si tratta di cambi che tolgono i punti di riferimento al Napoli, in quanto la posizione in campo del sostituto non è quella del sostituito. Insomma, basta poco a Lucianone per disorientare e far smarrire questo Napoli. Poi, come se non bastasse, entrano anche Boga e Cambiaso, due che saltano l’uomo. Poi, il Napoli resta in dieci e alla fine riesce a contenere il passivo.

Il nulla

Quando Spalletti cambia lo scacchiere bianconero, lo fa per vincere la gara. L’ingresso di Gatti serve a coprire le avanzate di Zhegrova che entrerà di lì a poco. Spalletti si copre, per poi rischiare. Una tecnica che a Napoli conosciamo bene. Qui, Spalletti ha vinto il terzo scudetto con schemi, gioco aperto, grande difesa, sapiente gestione del gruppo che lui ha ridefinito, ma anche talvolta illudendo l’avversario di ripiegare per poi trafiggerlo. Quando fa questo scherzetto ad Allegri, la risposta è il nulla.

La resa

Il Napoli già era allo sbando a Venezia. La sconfitta contro la Juventus e quella che arriverà puntuale a Oporto in Champions rappresentano un uno due dal quale sarà impossibile rialzarsi. Bisogna far giocare i giovani in una stagione che, per i risultati, non ha più nulla da dire. Il resto di niente infatti è il niente.

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