La regola del 2 a 0
Di nuovo Sarri
Ritroviamo Sarri, l’allenatore del calcio integrale. Dai primi minuti si intuisce che non ci sarà storia. Senza Jorginho, senza Callejon il suo è un calcio che Conte blocca con irrisoria facilità. Lobotka è sul perno di centrocampo avversario, non lo fa muovere. Sulle fasce il Napoli vola, mentre il cigno d’oro al centro, anche se in campo, osserva un turno di riposo.
Il quarto 2 a 0 di fila
Il grafico ci dice che gli azzurri giocano con la stessa formazione titolare da quattro gare. Sono stati quatto 2 a 0, due in SuperCoppa e due in Campionato. Oggi l’Aquila è domata senza troppi patemi, quasi in scioltezza. Gli uomini di Sarri neanche ci provano, riconoscendo un’inferiorità molto evidente. Conte guida i suoi senza soluzione di continuità. La sua voce esce anche fuori dal catino dell’Olimpico.
La destra inarrestabile
Quando il Napoli scende a desta va a nozze. Sarri paga ancora una volta il suo concetto integrale di calcio. Forse un paio d’uomini a sinistra sono un po’ pochi per fermare l’onda prodotta da Di Lorenzo, Politano e Neres ma anche da Lobotka quando si fa vedere da quelle parti. I due che restano da soli sul lato sinistro della difesa laziale finiscono per litigare tra di loro senza capire da che parte i nostri affondano. Con questa fascia destra Conte fa valere ancora la regola del 2 a 0.
La mossa della disperazione
Ci provano i laziali a metterla sull’agonismo. La gara finisce con tre espulsioni ma Conte controlla tutto e tutti. Infatti, perfino l’accenno di rissa in campo viene sventato proprio da lui.




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