Il cigno d’oro

Il ritorno di Spalletti

Spalletti torna sul prato del Maradona ma da avversario e come juventino. C’è un solo destino per lui. La sconfitta. L’esperto di destini è perfettamente consapevole di essere condannato alla sconfitta. Lo vediamo sempre a capo chino come nella foto. Questo Napoli è troppo forte per questa Juventus. Conte conferma lo schema con il quale ha cambiato volto alla stagione. Neres e Lang sono vicini al cigno d’oro, pronti a mandarlo in rete. Oliveira e Di Lorenzo possono salire con le spalle coperte dal terzetto di difesa. A Elmas vengono chiesti gli straordinari e cioè di sostituire Lobotka.

Il gol del vantaggio

Neres e Lang giocano da interni avanzati, partecipano alla manovra, offrono diverse alternative. Hanno libertà di fare danni. Possono trovare lo spazio liberato dal cigno d’oro quando quest’ultimo viene incontro. Sono liberi di andare verso la linea laterale. Vanno a occupare l’area avversaria. Danno qualità nei calci piazzati. Vanno al cross. Fanno densità nell’area di costruzione della manovra avversaria dal basso, consentendo la riconquista del pallone. Così quando il capitano trova il pifferaio a destra, Conte già sa che sarà gol. Neres saluta il diretto avversario, guadagna la linea di fondo e centra per il cigno d’oro. Il cigno d’oro è affamato. Si avventa sul rasoterra come se fosse un avvoltoio e Spalletti può soltanto restare a guardare.

Il gol della vittoria

Neres e Lang si trovano anche quando non sono vicini. Bisognava che giocassero insieme qualche partita e che godessero della fiducia dell’allenatore. Gli scambi ravvicinati sono imprendibili per gli juventini ma i due confezionano il gol della vittoria cercandosi da lontano. Neres va all’ennesimo cross, Lang va a saltare e obbliga il terzino all’errore. Il cigno d’oro non crede ai propri occhi. Il pallone gli arriva sulla testa a un metro dalla porta. Anche qui Conte già sa che sarà gol. Il cigno non perdona e gira in rete di forza. Spalletti allarga le braccia con difficoltà nel suo vestito da gala che, se avesse potuto scegliere, non avrebbe mai indossato in quanto la festa sarebbe stata ed è stata solo dei Campioni d’Italia.

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2 risposte

  1. Lucia Monti ha detto:

    Ottima prestazione del Napoli! Un boato nel Maradona ha accompagnato il primo goal di Ojlund su assist di Neres ad appena 7 minuti di gioco. Il
    cuore dei napoletani comincia battere forte. È una partita troppo importamte per il Napoli e la squadra lo sa. La Juventus è il rivale di sempre e Spalletti è quasi rassegnato, glielo si legge in volto!Il Napoli sovrasta nettamente sulla squadra juventina che incassa
    il colpo, ma approfitta di una distrazione di Salic per pareggiare. Non ha calcolato bene le misure, il portiere del Napoli, pensando che la palla
    uscisse dalla sua area senza fare danno, invece entra nella porta, lasciandolo incredulo. Si riparte, ma più forti di prima, con grinta, precisione. I passaggi sono netti, Neres spadroneggia ed Elmas, cui è stato assegnato il compito arduo di sostituire Lobodka, non ne fa sentire la mancanza e si destreggia con maestria macedone! Mac Tominay scheggia il palo! Tutti vogliono la rimonta che non si fa attendere! Ojlund porta in vantaggio il Napoli con una doppietta spettacolare! La squadra partenopea torna in vetta alla classifica, purtoppo per poche ore perché il Milan porta in tasca una nuova vittoria nonostante il vantaggio iniziale e la strenua difesa del Torino.Attendiamo con impazienza le prossime partite!

  2. MICHELE FORTE ha detto:

    in emergenza netta con 5 assenze pesantissime… vittoria molto contiana

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