Il paradosso zenoniano

Senza tifo

Al PalaBarbuto non c’è il tifo. Incredibile ma vero. Monta la protesta dei tifosi azzurri. La Guerri viene da cinque sconfitte consecutive. Varese, invece, da tre vittorie di fila ed è in piena corsa per gli ultimi posti che portano ai play off. Magro è in dubbio, la società lo ha confermato e lui non deve tradire la fiducia. Ovunque, nei bar, nelle trasmissioni dedicate si sente parlare di una squadra senza anima, che prende schiaffi ovunque senza reagire.

Il quintetto base

Coach Magro inizia con El Amin in regia, Bolton accanto a lui, Flagg guardia alta, Whaley vicino a Totè. Rispetto alla prima di campionato, nello starting five c’è soltanto Bolton che ha resistito a infortuni e tagli. In panchina la nuova stella, Doyle. La Curva Est abbandona gli spalti. Il resto del pubblico partecipa poco. Sembra esserci del movimento in campo ma in realtà tutto è fermo. Il paradosso zenoniano trova forma in uno spettacolo anomalo. Non c’è movimento. Anche Varese, in questo ambiente surreale, resta ferma. 13 punti nel primo quarto, addirittura 6 nel secondo. E allora Napoli prende il largo. Più 30 in mezza partita. Il paradosso nel paradosso vede Napoli stravincere senza la spinta del suo pubblico.

Doyle

Il pubblico si scalda soltanto per la nuova stella. Si vede subito di che pasta sia fatto. Mentre il paradosso zenoniano si consuma, Doyle fa il suo ingresso in campo. Il primo canestro è all’inizio del secondo quarto quando l’americano in terzo tempo schiaccia nella retina. Poi, piazza una tripla senza movimento e non poteva essere diversamente stasera. Uno scenario inverosimile che vede Magro finalmente sorridere.

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