Napoli compatto
Il Napoli non si è disunito dopo il pareggio interno col Genoa https://www.nelsegnodelterzo.com/2025/05/12/non-ti-disunire/. Ha tenuto il possesso palla ma ha creato azioni pericolose più per la bravura dei singoli che per il gioco di squadra. A Parma siamo agli sgoccioli, l’Inter vince e al Napoli il 4 3 3 degli ultimi 20 minuti sembra non essere sufficiente anche se ha dato smalto alla manovra azzurra.
L’attimo fuggente
Lo scoramento prende il sopravvento quando succede l’imprevedibile. Manca un soffio al 90 e l’arbitro a Milano deve decretare il rigore per la Lazio dopo la revisione al Var. Pedro lo trasforma e a Parma succede un parapiglia. Lukaku, già sostituito, avvisa i compagni. Alcuni sono ormai catapultati all’attacco e sembrano non gradire l’interruzione. Conte si fa espellere e dalla tribuna chiama la ritirata. Con Neres, però, possiamo chiuderla stasera e il brasiliano si procura un rigore sacrosanto. Giustamente al Var riscontrano un fallo di Simeone e la gara finisce lì. Il cuore gira a mille, sale in gola, poi si va a fare un giro anche da qualche altra parte. Non ne possiamo più. Siamo sfiniti ma felici. L’attimo che viviamo tutti abbracciati si tinge di azzurro, un azzurro intenso.
Manca un turno

Manca soltanto un turno, uno come il numero che porta Meret sulla maglia. Tributiamo a questo ragazzo la copertina dell’articolo di oggi. Spesso attaccato, salva il Napoli stasera con altri interventi prodigiosi. Andiamoci piano col giudicarlo male, magari resterà per anni l’unico portiere ad aver vinto più di un campionato a Napoli. Come tutti i portieri avrà commesso degli errori, avrà dei limiti ma il Napoli ha la difesa meno battuta e talvolta è stato miracoloso con interventi da incorniciare. Stasera, in particolare, sembra allungare un pallone fuori dallo specchio con le unghie. Grazie Meret. Uno sulla maglia, come il turno che manca alla fine di questo campionato. Napoli col cuore in gola anche durante gli ultimi novanta minuti contro il Cagliari? Non abbiamo dubbi.
Il bandierone
Napoli col cuore in gola vede, dopo un momento di esitazione, il bandierone tricolore tornare a coprire le acque del golfo. Capri e Ischia fungono da tiranti e ormai il bandierone sta lambendo la costa dalla penisola sorrentina fino a San Giovanni a Teduccio, da via Partenope fino a Bacoli. Tocca agli scugnizzi correre incontro al tricolore per trascinarlo sulla città . Intanto, il cielo di Napoli, dopo una notte di molti colori, si risveglia, riflettendo il verde, il bianco e il rosso che vede sul mare. Lo squadrone è arrivato a Capodichino dopo le 2.00. In migliaia ad aspettarli. Poi poche ore di sonno, poi subito il Cagliari. Che fatica, ma, nelsegnodelterzo scudetto e dei suoi eroici artefici ancora a Napoli, il sogno del quarto è lì a portata di mano.
Massimo Meridio Decimo CONTE e i suoi gladiatori venerdì sera vinceranno le loro paure e scriveranno un altro fantastico capitolo del Napoli calcio.
Siamo ad un passo. Forza Napoli.
Che giornata quella di ieri, rimarrà stampata a lungo nei nostri cuori e nalla nostra mente. Una partita a Parma dove il Napoli avrebbe meritato qualcosa in più : una partita dove ognuno ha fatto la sua parte, soffrendo, gridando, ma agendo, che è la cosa più importante! Conte la sua rabbia l’ha dimostrata e ci ha rimesso la sua presenza nell’ultima partita con il Cagliari! L’arbitro che ha negato un rigore al Napoli per un fallo commesso immediatamente prima da Simeone quando ha ignorato tutti quelli commessi dal Parma! Una sfida giocata con dolore e coraggio: uno straordinario Meret che ha difeso la sua porta con il sangue e con i denti, una difesa grande a dimostrazione del fatto che il Napoli vuole farcela. Aspettiamo tutti impazienti l’ultimo atto che ripagherà la squadra e noi sostenitori di tutte le sofferenze subite. Forza Napoli! Quando la vittoria arriva dopo essere stata a lungo appesa ad un filo, è ancora più bella!
Un racconto che vibra d’amore per Napoli e il suo calcio.
Leggere questo articolo è come rivivere ogni istante di quella notte sospesa tra speranza e angoscia, tra orgoglio e stanchezza. Napoli col cuore in gola non è solo un titolo: è la sintesi perfetta di ciò che abbiamo vissuto tutti noi tifosi, davanti alla TV, alla radio o sugli spalti, con il battito accelerato e lo sguardo fisso su un destino che sembrava volerci sfuggire ancora una volta.
Il racconto dell’attimo fuggente è poesia calcistica: quel momento in cui tutto può cambiare, in cui anche il respiro sembra un lusso. E poi Meret, finalmente celebrato come merita: un numero uno che, in silenzio e tra mille critiche, ha difeso la porta azzurra con l’umiltà dei grandi.
Ma il passaggio più toccante resta il bandierone sul mare: un’immagine potente, quasi mitologica, che fonde la geografia di Napoli con l’identità di un popolo intero. Capri, Ischia, San Giovanni, Bacoli… tutto il Golfo si stringe in un abbraccio tricolore, come a dire che non è solo una squadra a lottare, ma un’intera città .
Grazie per averci regalato queste parole. Ora manca solo un turno. Novanta minuti per continuare a sognare.
Fantastici momenti e bellissimo l’articolo. Bravissimo Meret…Tante dita incrociate per la prossima partita