Testa al Cagliari
Il popolo azzurro giunge al Maradona attraversando la città ancora tinta d’azzurro. Il pensiero dei supporter è per il calcio mercato in chiusura e per i viaggi in Europa dettati dal sorteggio di Champions. L’arrivo del Cigno di Copenaghen scuote la fantasia dei tifosi, anche di quelli più distaccati. Le trasferte di Coppa, nell’ordine, in Inghilterra, Olanda, Portogallo e Danimarca disegnano un itinerario che per il momento è soltanto tracciato sulla cartina geografica. In pochi pensano al Cagliari, ma il Cagliari è lì nel ventre del Maradona che vuole svolgere un ruolo diverso da quello della festa scudetto di tre mesi fa. Invece, Conte è concentrato sui sardi ed è pronto a ripartire dal mirabile arcobaleno di una settimana fa https://www.nelsegnodelterzo.com/2025/08/23/larcobaleno/. Il mister sceglie Spinazzola al posto di Oliveira.

Il nuovo modulo
Già contro il Sassuolo, gli azzurri avevano rinunciato all’attacco sulla sinistra. Oliveira, bloccato da Berardi, poche volte si era affacciato nella metà campo degli emiliani. Anche stasera, gli attacchi a sinistra sono rari e i maggiori pericoli arrivano proprio le poche volte in cui Spinazzola trova il tempo per fare tutta la fascia. Il nuovo modulo con i quattro centrocampisti imporrebbe una continua alternanza in verticale tra Scott, Anguissa e il belga al fine di togliere riferimenti e creare spazi per gli inserimenti. Tutto ciò non avviene. Inoltre, Politano non appare in serata nel primo tempo. Così il Cagliari, con ordine, tiene lo zero a zero ad oltranza e solo la zampata del leone può risolvere una simile gara.
La panchina corta
Non c’è Neres, non c’è il nuovo attaccante. Conte a 10 minuti dalla fine cambia modulo, passa al 4 3 3 inserendo Noa Lang al posto di De Bruyne. Il Napoli cambia passo. Adesso attacca da tutte le parti. Ambrosino dà il cambio a Lucca. Noa Lang non sbaglia nulla. Politano è cresciuto in maniera esponenziale nella ripresa. A un soffio dalla fine, sull’ennesima occasione prodotta in una manciata di minuti, la zampata del leone fa salire al cielo un urlo bestiale dallo stadio e dai palazzi.